Comunicato 15 Ottobre 2026
Comacchio non è in vendita.
Negli ultimi giorni è stato presentato il progetto del gruppo Fri-el Green House che riguarda anche l’area dell’ex zuccherificio di Comacchio.
Dalla lettura dei documenti ufficiali emergono dati significativi:
A) la destinazione principale dell’area sarebbe un impianto fotovoltaico a terra da 24 MWp su circa 26,5 ettari;
B) la fase di esercizio di tale impianto genererebbe pochi posti di lavoro;
C) l’area sarebbe sottoposta a vincoli ambientali e paesaggistici (prossimità al Parco del Delta del Po e alla ZPS “Valli di Comacchio”), a vincolo idrogeologico e ricade in un contesto d’interesse archeologico;
D) il progetto prevederebbe altresì l’arrivo di nuovi nuclei familiari.
L’ex zuccherificio non è un’area qualsiasi. È una porta d’accesso strategica per Comacchio, con enormi potenzialità infrastrutturali future: stazione ferroviaria, hub logistico, connessioni portuali, sedi scolastiche e universitarie, o altre funzioni di alto valore per il territorio.
Vincolarne oggi la destinazione per decenni, senza un chiaro ritorno per la comunità, significherebbe compromettere future scelte decisive per Comacchio.
“Un Ponte Per” ritiene che un progetto di questo tipo, se davvero ritenuto utile e compatibile, possa eventualmente essere collocato in aree certamente non agricole, meno strategiche.
La nostra visione è chiara!
Lo sviluppo di Comacchio deve coniugare innovazione e rispetto del territorio, generare lavoro stabile per i residenti e salvaguardare le nostre risorse più preziose: ambiente, paesaggio e identità.
Il tutto con massima trasparenza, controlli indipendenti e rendicontazione pubblica sugli impegni occupazionali e sull’intera filiera produttiva. Comacchio non è terra di conquista. È la nostra casa.
Chi vogliamo che decida il futuro di Comacchio? noi o altri?
“Un Ponte Per”
Il Presidente
Samuele Bellotti
Fonte: beniculturali.it
Telegrafici
Impianto fotovoltaico da 24 MWp su area strategica ex zuccherificio: pochi posti di lavoro, vincoli ambientali e archeologici;
Rischio concreto di bloccare per decenni possibili infrastrutture utili alla città;
Progetto da collocare in aree più consone, non agricole e meno strategiche.
Fonti
- Aree interne, via al Progetto di sviluppo territoriale del Basso ferrarese: comunità energetiche, 400 nuovi posti di lavoro e più collegamenti;
- Serre e posti di lavoro? Il no della Lega: “Il rischio è di favorire il caporalato”
Portomaggiore: il segretario della Lega Massimo Contarini boccia il progetto di Fri-el Green House

